La Terra del Vino

La vocazione di Ischia per la vite è antichissima: i Greci chiamavano l’isola Oenaria, “terra del vino”, poi vennero i Romani. Con il tempo, i vigneti salirono verso l’Epomeo grazie ai terrazzamenti sorretti dalle parracine.

Qui parliamo di una vera viticoltura eroica: scale strette, lavorazioni a mano, attrezzi essenziali, acqua piovana raccolta in vasche scavate nella roccia.

Il Vigneto

Nel nostro vigneto due cantine rupestri raccontano questa storia. In alto, la più antica custodisce un raro palmento a tre vasche — una per la pigiatura, due per separare il mosto — e l’ingresso modellato per far passare le botti. Nei ricordi di zio Vincenzo, reduce di guerra che curò la vigna fino ai novant’anni, i legni e le corde appesi al soffitto muovevano la pietretorcia, contrappeso del torchio. Più in basso, la cantina più recente semplificò il lavoro quando arrivò la strada carrabile negli anni ’80.

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